Letture consigliate

Libri che mi sono rimasti dentro

Alcuni libri che ho letto e che mi sono rimasti dentro, con le riflessioni che mi hanno lasciato.

Lo sbilico di Alcide Pierantozzi

«Noi matti non abbiamo solo il diritto di essere soccorsi dai sani, ma anche il dovere di inceppare ogni giorno il mondo per metterlo in discussione ai loro occhi.»

Un racconto autobiografico molto generoso sulla storia della propria malattia mentale, una narrazione che non fa sconti sulla sofferenza, la fragilità umana, su coloro che hanno visto senza guardare, senza interrogarsi, su chi ha giudicato, e su chi ha provato a prendersi cura.

Parole crude, vere, che scavano dentro, che interrogano sulle nostre responsabilità in quanto esseri umani e non possono lasciare indifferenti.

Cambiare l'acqua ai fiori di Valérie Perrin

«Se la vita é solo un passaggio, almeno su questo passaggio seminiamo fiori.»

Questa è la storia di Violette, guardiana di un cimitero: un viaggio attraverso le emozioni che si avvicendano dinanzi alla morte e al lutto, una storia sull’abbandono, la cura, la guarigione, le forme dell’amore, la vita che resta, “la vita davanti a sé”.

Può essere pensabile e possibile continuare a vivere quando si è perso tutto, quando il dolore è così profondo da lacerare le viscere?

Storia di un corpo di Daniel Pennac

La vita intera di un uomo, dai suoi 12 anni agli ultimi giorni di vita, raccontati attraverso il proprio corpo.


Pur nella sua semplicità, questo racconto offre uno spaccato sorprendente sulle dimensioni della corporeità umana: c’è il corpo visto - e non sempre amato, spesso confrontato e giudicato; il corpo sentito da dentro, nei suoi bisogni primari e più complessi; il corpo pensato, che prende spazio nella mente del protagonista e nel suo diario; il corpo vissuto, che dà forma e colore alle esperienze di ogni fase della vita; l’intercorporeità, il vissuto tra i corpi accanto ai quali il protagonista nasce, cresce, ama, soffre.

Il corpo si fa memoria della vita dell’autore, porta con sé le tracce delle esperienze vissute ed è lo sguardo attraverso cui vive e abita il suo mondo.

Un gatto per i giorni difficili di Ishida Syou

Un libro sulla cura e sulla guarigione con protagonisti i gatti, esseri sensibili con i quali é impossibile non creare un legame indissolubile e, occupandosi di loro, ritrovare sé stessi e la propria strada.
«Sembra che il gatto le abbia fatto bene. Quasi tutti i problemi possono essere curati con i gatti. Però, per poter prescrivere un gatto, c’è prima bisogno che i pazienti vengano in questa clinica e aprano la porta da sé. Sarebbe bello se entrassero senza esitazione, pur trovandosi di fronte a una porta pesante. Altrimenti, non importa quanto tempo passi, noi non possiamo fare altro che aspettare invano. La porta si apre, sa? Se la si vuole aprire, beninteso.»
Il libro "Musica" di Yukio Mishima accanto a delle cuffie

Musica di Yukio Mishima

La storia di una paziente raccontata dal suo psicoterapeuta. La metafora della musica per indicare una sintomatologia legata ad una disfunzione sessuale.

Non ho amato la chiave interpretativa psicoanalitica, a tratti eccessiva, con cui è scritto questo libro che si distanzia molto dal mio modello teorico di riferimento.

Ho trovato più interessanti i vissuti del terapeuta che mi rimangono da questa lettura:

  • quanto le storie di alcuni pazienti possono toccarci più di altre e diventare, talvolta, un'ossessione;
  • fino a dove possiamo spingerci per essere d'aiuto e curare i nostri pazienti?
  • avere fiducia della nostra pancia e delle nostre intuizioni che possono rivelarsi più "giuste" delle strutture teoriche di cui ci armiamo.
Il libro "Finché il caffè è caldo" di Toshikazu Kawaguchi accanto a una teiera

Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi

Leggendo questo romanzo mi è venuta in mente la frase di Paul Goodman: "Ciò che non si completa, si perpetua".

Sembra impossibile, per i protagonisti di questa storia, poter continuare a vivere senza aver chiuso con alcune vicende passate, senza aver detto quella parola che non è riuscita ad uscire, senza aver fatto quel gesto rimasto incompiuto.

Questo romanzo ci spinge a riflettere sulla preziosità del tempo che abbiamo a disposizione e sulle possibilità che possiamo darci correndo il rischio di portarci pienamente nell'incontro con l'altro.

Lettura snella, divertente e profonda allo stesso tempo che, inevitabilmente, ci fa chiedere: cosa farei se potessi tornare indietro nel passato o sbirciare nel futuro per il tempo di un caffè?

Una mano che tiene il libro "Gli sdraiati" di Michele Serra

Gli sdraiati di Michele Serra

L'incontro con questo libro non è stato fluido. L'ho iniziato e mollato due, tre volte.

Ho letto altre cose e poi, finite quelle, l'ho ritrovato lì, sul comodino a continuare ad essere, per conto suo, in attesa che io avessi lo spazio e il modo giusto per sapere come prenderlo.

È un po' quello che succede al protagonista della storia, che osserva e a volte scruta suo figlio adolescente tentando di comprenderlo e di capire se, come e quanto avvicinarsi a lui.

«E come tutte, come tutti, mi imbarco in una vaga chiacchierata a proposito di una persona, mio figlio, che entrambi conosciamo poco e male, e il cui destino sfugge giorno dopo giorno dalle nostre mani, ovviamente, perché così è la vita.»